Ghiacciaio Morteratsch: profilo del ghiacciaio simbolo dei Grigioni
Il Ghiacciaio Morteratsch si estende nel Canton Grigioni svizzero, nella Val Morteratsch che si apre lateralmente rispetto alla Val Bernina, a pochi chilometri dalla rinomata stazione di Pontresina. Con una lunghezza di circa 7 chilometri e una superficie di circa 17 chilometri quadrati, è uno dei ghiacciai di montagna più grandi e più accessibili della Svizzera. Si trova ai piedi del gruppo del Bernina — le cime più alte dei Grigioni, con il Piz Bernina a 4.049 metri come unico quattromila dei Grigioni — e la sua posizione offre uno dei paesaggi alpini più spettacolari dell'intera catena.
Ma ciò che rende il Morteratsch particolarmente rilevante da un punto di vista scientifico e didattico non è solo la sua bellezza: è la serie di marcatori storici installati lungo il sentiero che porta al fronte glaciale. A partire dal punto di massima avanzata registrata nella seconda metà del XIX secolo, una serie di cartelli numerati segnala ogni anno di ritiro del fronte, con la data in cui il ghiaccio occupava il punto dove l'escursionista si trova in quel momento. Questo percorso di marcatori trasforma la camminata verso il ghiacciaio in una cronologia visiva del ritiro glaciale degli ultimi 150 anni.
Morfologia e struttura
Il Morteratsch riceve i suoi principali apporti di neve dal bacino di accumulo del Piz Bernina e dalle pareti del Bellavista (4.049 m) e della Cresta Guzza (3.838 m). È alimentato anche dal ghiacciaio tributario del Pers, che confluisce nella parte superiore del Morteratsch portando i contributi delle nevi del versante settentrionale del Piz Palü. Dopo la confluenza, la lingua del Morteratsch scende verso il fondovalle con una pendenza media moderata, percorsa da una rete di crepacci che si intensificano nelle zone di maggiore variazione topografica del letto.
La superficie del ghiacciaio presenta la tipica morfologia di un ghiacciaio di versante in ablazione attiva: scoline di fusione, crioconite, e nella parte inferiore una zona di ghiaccio detritico scuro dove la farina glaciale e i detriti rocciosi si concentrano man mano che il ghiaccio si assottiglia. Il contrasto tra il bianco della neve nella zona di accumulo e il grigio scuro della lingua inferiore è particolarmente pronunciato a fine estate.
Il ritiro documentato: 150 anni di misurazioni
Il Morteratsch è uno dei ghiacciai più continuativamente monitorati delle Alpi. Le misurazioni della posizione del fronte risalgono al 1878, quando il ghiacciaio era al suo massimo della Piccola Era Glaciale e il suo fronte si trovava a circa 2 chilometri a valle della posizione attuale. Da allora, il fronte ha arretrato quasi ininterrottamente, con alcune brevi pause e minime riavanzate negli anni 1970 e 1980 del XX secolo.
Il ritiro totale dalla fine del XIX secolo al primo decennio del XXI supera i due chilometri di lunghezza della lingua, con una perdita di superficie molto significativa. L'assottigliamento verticale nella parte bassa del ghiacciaio — la riduzione dello spessore del ghiaccio — è ugualmente impressionante: in alcune zone la superficie è scesa di oltre 100 metri rispetto alle rilevazioni di un secolo fa.
Il tasso di ritiro si è accelerato significativamente dopo gli anni 1980. Nel periodo 2000-2020, il fronte ha arretrato in media di circa 30-50 metri all'anno, con anni di ritiro particolarmente rapido durante le estati calde come il 2003 e il 2022. L'estate 2022 è stata particolarmente devastante per i ghiacciai alpini in generale: la combinazione di scarse nevicate invernali e temperature estive eccezionalmente alte ha prodotto tassi di fusione record su tutta la catena alpina.
La ricerca scientifica sul Morteratsch
Il Morteratsch è un banco di prova privilegiato per la modellazione glaciologica. Un gruppo dell'ETH di Zurigo ha sviluppato modelli dettagliati del bilancio di massa e della dinamica del ghiacciaio calibrati sulle misurazioni di lungo periodo disponibili per il Morteratsch. Questi modelli sono stati usati per proiettare il comportamento futuro del ghiacciaio sotto diversi scenari emissivi, ottenendo risultati che sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali.
Una ricerca particolarmente discussa ha esaminato la fattibilità di rallentare il ritiro del Morteratsch innevando artificialmente la zona di accumulo durante l'estate. Le simulazioni suggeriscono che un programma di innevamento ad alto costo energetico potrebbe rallentare significativamente il ritiro, ma non arrestarlo nello scenario di alte emissioni. Questo studio ha alimentato il dibattito sulla cosiddetta geoingegneria glaciale — l'idea di intervenire direttamente sui ghiacciai per rallentarne la perdita.
Come visitare il Morteratsch
La Val Morteratsch è raggiungibile comodamente da Pontresina, servita dalla ferrovia dell'Engadina (RhB, Ferrovia Retica) e dal treno Bernina Express che la collega a Tirano in Italia con uno dei percorsi ferroviari più spettacolari d'Europa, anch'esso Patrimonio dell'Umanità UNESCO. La stazione di Morteratsch si trova a pochi minuti a piedi dall'inizio del sentiero glaciale.
Il sentiero per il ghiacciaio è ben segnalato e percorribile senza equipaggiamento tecnico fino al fronte glaciale, che si raggiunge in circa 45-60 minuti dall'arrivo con il treno. La prima parte del percorso attraversa la piana proglaciale recentemente deglacializzata, con i marcatori storici del ritiro a scandire il cammino. Il Rifugio Morteratsch, gestito dal Club Alpino Svizzero, offre ristorazione e pernottamento per chi vuole continuare verso la zona di accumulo superiore con una guida alpina.
La migliore stagione per la visita è fine agosto - settembre, quando la neve invernale si è fusa e la lingua glaciale è pienamente visibile con tutti i suoi dettagli di superfice. In estate la luce è favorevole per la fotografia nelle prime ore del mattino, quando la condensazione notturna dà un aspetto lucido alle superfici di ghiaccio.
Esplora il Ghiacciaio Morteratsch e gli altri ghiacciai del gruppo Bernina sulla mappa per pianificare la tua visita e comprendere il contesto geografico di uno dei sistemi glaciali più belli delle Alpi.