I Ghiacciai Circo: Spiegazione e Caratteristiche
I ghiacciai circo sono tra le forme glaciali più diffuse e riconoscibili sulle montagne del mondo. Piccoli rispetto ai grandi ghiacciai di valle o ai campi di ghiaccio continentali, occupano depressioni di versante — le circhi, appunto — dove la neve si accumula e si compatta in ghiaccio glaciale al riparo dai venti dominanti e sotto la protezione di pareti rocciose. La loro ubiquità sulle montagne di tutte le latitudini, la loro sensibilità al clima e la loro capacità di scolpire forme caratteristiche nel paesaggio ne fanno uno degli oggetti di studio più importanti della glaciologia moderna.
Un circo glaciale è una ciotola rocciosa a forma di anfiteatro, aperta verso valle e chiusa su tre lati da pareti ripide. Quando questo anfiteatro ospita un ghiacciaio, si parla di ghiacciaio circo. Quando il ghiaccio si ritira o scompare, la forma rimane impressa nella roccia per millenni, testimoniando l'antica presenza del ghiaccio anche in regioni oggi prive di ghiacciai.
Come si Forma un Circo Glaciale
La formazione di un circo glaciale è un processo lento che richiede migliaia di anni e l'azione combinata di diverse forze erosive. Tutto inizia con l'accumulo di neve in una concavità naturale del versante, protetta dall'irraggiamento solare diretto e dagli effetti del vento. Con il tempo, la neve si trasforma in firn e poi in ghiaccio glaciale.
Il meccanismo erosivo principale è la gelivazione, o crioclastismo: l'acqua penetra nelle fratture della roccia, gela, si espande e spacca la roccia. Questo processo, particolarmente attivo nella zona di contatto tra il ghiaccio e la parete rocciosa retrostante — il randkluft — amplia progressivamente la cavità. Il ghiaccio che scivola verso il basso per gravità esercita anche una trazione sulla roccia del fondo, asportando blocchi per plucking.
L'erosione per abrasione, causata dal ghiaccio carico di sedimenti che scivola sulla roccia del letto, leviga e arrotonda le superfici. La combinazione di plucking e abrasione approfondisce la depressione, mentre la gelivazione delle pareti le rende più ripide. Il risultato nel lungo periodo è la forma caratteristica a ciotola con pareti verticali.
Distribuzione Geografica
I ghiacciai circo sono presenti su tutte le catene montuose del mondo che superano la quota delle nevi perenni, e le loro forme fossili si trovano anche su montagne che oggi non ospitano più ghiacciai. Nelle Alpi europee, i circhi glaciali si trovano dalla quota di circa 2.500 metri in su sui versanti settentrionali. Sulle Alpi Carniche e nelle Dolomiti, molti circhi ospitano ancora piccoli ghiacciai residui o nevai permanenti, come i ghiacciai della Marmolada e quelli del Gruppo della Presanella in Trentino.
Nelle Alpi Scandinave, i ghiacciai circo sono particolarmente numerosi lungo la catena che separa Norvegia e Svezia. Il Salajekna e il Ruotesvare in Lapponia svedese sono esempi di ghiacciai circo in ambiente subpolare, dove le temperature medie estive sono più basse e permettono la sopravvivenza di ghiacciai anche a quote relativamente modeste.
Sulle Montagne Rocciose americane e canadesi, i ghiacciai circo punteggiano i versanti settentrionali e orientali delle vette oltre i 3.000 metri. Nel Parco Nazionale Glacier in Montana, molti dei ghiacciai ancora esistenti sono di tipo circo, significativamente ridotti rispetto alle dimensioni di fine Ottocento.
Nelle Ande meridionali, tra Argentina e Cile, i ghiacciai circo si trovano su tutto l'arco andino al di sopra dei 3.500-4.000 metri di quota, con una densità particolarmente alta nelle regioni della Patagonia settentrionale.
La Microclimatologia dei Circhi
I circhi glaciali non ospitano ghiacciai per caso: la loro esposizione e posizione determinano le condizioni microclimatiche necessarie. I circhi esposti a nord nell'emisfero boreale (o a sud nell'emisfero australe) ricevono meno radiazione solare diretta, riducendo la fusione estiva. I circhi incassati sotto pareti alte ricevono abbondanti valanghe di neve invernale, che accumulano enormi quantità di neve in poco tempo.
Il vento svolge un ruolo importante: i circhi situati sottovento rispetto alle correnti dominanti accumulano la neve soffiata via dai crinali esposti. Questa redistribuzione del manto nevoso è una delle ragioni per cui i ghiacciai circo tendono a concentrarsi su certi versanti piuttosto che su altri, anche a parità di quota.
Queste caratteristiche rendono i ghiacciai circo indicatori sensibili delle variazioni climatiche: un leggero aumento delle temperature estive o una diminuzione delle precipitazioni nevose invernali può essere sufficiente a fare scomparire un ghiacciaio circo piccolo, mentre un ghiacciaio vallivo più grande può resistere per decenni alle stesse condizioni.
Erosione e Paesaggio Post-Glaciale
Quando un ghiacciaio circo si ritira, lascia un paesaggio trasformato dall'erosione glaciale. Il fondo del circo mostra spesso una zona di roccia levigata e striata, talvolta con una piccola depressione basale riempita da un lago — il lago di circo o tarn. Le pareti del circo mostrano la superficie abrasa e striata dall'azione del ghiaccio.
I tarn dei circhi alpini sono tra i laghi di montagna più caratteristici. Il Lago Nambino in Trentino, il Lac Blanc nella Savoia francese e decine di bacini simili sulle Alpi sono esempi di tarn formatisi in circhi glaciali ora privi di ghiaccio attivo. L'acqua di questi laghi è spesso di un blu profondo per la bassissima concentrazione di sedimenti in sospensione.
Quando più circhi si sviluppano su versanti opposti di una stessa cresta, l'erosione può creare arete, creste affilate separate da pareti verticali. L'ulteriore erosione di tre o più circhi confluenti su una stessa vetta produce le forme piramidali caratteristiche che gli alpinisti chiamano "corno" — il Cervino è l'esempio più celebre.
Ghiacciai Circo come Indicatori Climatici
I piccoli ghiacciai circo sono tra i sensori climatici più reattivi disponibili. A causa delle loro dimensioni ridotte, rispondono rapidamente alle variazioni delle temperature medie e delle precipitazioni, mostrando cambiamenti di bilancio di massa nell'arco di pochi anni. Questa reattività li rende preziosi per il monitoraggio del cambiamento climatico.
Il programma WGMS (World Glacier Monitoring Service) di Zurigo raccoglie dati di bilancio di massa su numerosi ghiacciai circo di riferimento in tutto il mondo, che fungono da proxy della risposta climatica della criosfera. Serie storiche di dati su ghiacciai circo come lo Storglaciären in Svezia, monitorato dal 1946, forniscono alcune delle più lunghe sequenze temporali di misure glaciologiche disponibili.
Le tendenze mostrano che la maggior parte dei ghiacciai circo dell'emisfero nord ha perso massa in modo consistente nel secondo dopoguerra, con un'accelerazione marcata a partire dagli anni '80. Molti ghiacciai circo delle Alpi meridionali, dei Pirenei e delle Montagne Rocciose americane meridionali sono già scomparsi o sono ridotti a nevai permanenti senza flusso glaciale attivo.
Consultando la mappa dei ghiacciai è possibile esplorare la distribuzione dei ghiacciai circo e dei loro circhi vuoti su tutte le principali catene montuose del mondo, apprezzando il contrasto tra l'abbondanza di forme fossili e la rarità sempre crescente del ghiaccio attivo.
Confronto con Altri Tipi di Ghiacciai
I ghiacciai circo si distinguono dai ghiacciai di valle per dimensione e dinamica. Un ghiacciaio di valle occupa il letto di una valle preesistente e può estendersi per decine di chilometri, mentre un ghiacciaio circo è confinato nella ciotola del suo circo e raramente supera pochi chilometri quadrati di superficie. I ghiacciai circo che crescono abbastanza da traboccare dal bordo del circo possono diventare ghiacciai di valle, ma questo processo richiede condizioni climatiche molto favorevoli all'accumulo.
I ghiacciai di piedimonte e i ghiacciai di calotta si formano in ambienti con differenti caratteristiche topografiche e climatiche. I ghiacciai circo rimangono la forma glaciale più strettamente legata alla topografia locale di versante e la più facilmente identificabile nel paesaggio montano sia presente che antico.