Ghiacciai Piedmontesi: quando il ghiaccio scende in pianura
Nella tipologia morfologica dei ghiacciai, il ghiacciaio piedmontese rappresenta un caso estremo: una forma in cui il ghiaccio, dopo aver sceso un ghiacciaio di valle o un insieme di ghiacciai valle attraverso uno sbocco montano, si espande in una vasta distesa piatta ai piedi della catena montuosa. L'assenza di confinamento topografico permette al ghiaccio di allargarsi in ogni direzione come sciroppo versato su una tavola, creando un lobo o un ventaglio di ghiaccio che può coprire centinaia di chilometri quadrati con uno spessore relativamente modesto rispetto alla sua estensione superficiale.
Il termine piedmontese — dall'italiano ai piedi del monte — descrive la posizione geografica caratteristica di questi ghiacciai: si trovano nelle pianure di pedemontana o nelle aree costiere immediatamente a valle delle catene montuose, in zone dove il confinamento vallivo cessa e il ghiaccio si libera di espandersi. Questa morfologia è relativamente rara perché richiede condizioni specifiche: una catena montuosa ad alta precipitazione nevosa, sbocchi vallivi ampi verso zone pianeggianti, e un clima abbastanza freddo da mantenere il ghiaccio espanso senza una fusione eccessiva.
Il Ghiacciaio Malaspina: il prototipo mondiale
Il Ghiacciaio Malaspina in Alaska è il più grande ghiacciaio piedmontese del mondo e il riferimento classico per questa morfologia. Si trova alle spalle della città di Yakutat, nel Golfo dell'Alaska, dove la catena montuosa di Sant'Elia — che include il Monte Sant'Elia (5.489 m) e il Monte Logan in Canada (5.959 m, la cima più alta del Canada) — precipita direttamente verso la costa del Pacifico.
Il Malaspina occupa una superficie di circa 4.000 chilometri quadrati, più grande della regione italiana del Lazio. Riceve il ghiaccio da due principali alimentatori: il Ghiacciaio Agassiz e il Ghiacciaio Seward, che scendono dai circhi ad alta quota della catena di Sant'Elia e si uniscono nella zona di lobo piedmontese. Lo spessore del ghiaccio nel Malaspina varia da pochi decimetri ai margini a qualche centinaio di metri al centro, dove il ghiaccio è più vecchio e compresso.
La caratteristica più visivamente straordinaria del Malaspina è la struttura delle sue morene folded — le morene piegate. Man mano che il ghiaccio di alimentazione scende e si espande lateralmente nel lobo piedmontese, le morene mediane che segnano i confini dei ghiacciai tributari vengono piegate e arrotolate in strutture ad anello o a spirale che disegnano sulla superficie del ghiacciaio pattern labirintici visibili dall'alto. Queste strutture, documentate per la prima volta con le fotografie aeree degli anni 1940 e 1950, sono uno degli esempi più belli di deformazione glaciale su grande scala.
Dinamica e scorrimento nei ghiacciai piedmontesi
Il comportamento dinamico di un ghiacciaio piedmontese è diverso da quello di un ghiacciaio di valle. In un ghiacciaio di valle, il flusso è grossomodo unidirezionale lungo l'asse della valle. In un ghiacciaio piedmontese, il flusso è radiale: il ghiaccio si sposta dall'alimentatore centrale verso i margini del lobo in tutte le direzioni. Questo crea gradienti di velocità molto complessi, con zone in rapido flusso in entrata e zone di stagnazione ai margini dove il ghiaccio si muove appena.
Alcuni ghiacciai piedmontesi sono noti per fenomeni di surge — improvvise accelerazioni nel flusso di ghiaccio che si verificano irregolarmente. Il Ghiacciaio Variegated in Alaska, un tributario del Malaspina, ha mostrato surge documentate nel 1905-1906, nel 1947-1948 e nel 1982-1983. Durante un surge, il ghiaccio può avanzare di chilometri in pochi mesi con velocità decine o centinaia di volte superiori alla norma, trasformando completamente la morfologia superficiale del ghiacciaio in poche settimane.
Ghiacciai piedmontesi nelle Ande e in Antartide
Nelle Ande meridionali, il Ghiacciaio Perito Moreno ha una componente piedmontese alla sua base, dove il lobo glaciale si espande nelle acque del Lago Argentino prima di terminare con il suo fronte spettacolare. Il termine piedmontese viene a volte applicato impropriamente a ghiacciai outlet che terminano in lago, ma la morfologia classica richiede l'espansione su terra piatta, non in acqua.
In Antartide, alcune calotte locali sulle isole subantartiche mostrano caratteristiche piedmontesi: i ghiacciai che scendono dai rilievi delle isole Kerguelen e della Georgia del Sud si espandono nelle pianure costiere creando lobi che possono toccare l'oceano. Questi ghiacciai sono oggetto di monitoraggio intensivo perché la loro risposta al riscaldamento è rapida: il ghiaccio pianeggiante a bassa quota è molto più vulnerabile alla fusione estiva rispetto ai ghiacciai di alta montagna.
L'Alaska: altri esempi piedmontesi
Oltre al Malaspina, l'Alaska ospita diversi altri ghiacciai piedmontesi notevoli. Il Ghiacciaio Bering, già menzionato come tributario dell'icefield di Bagley, è il più lungo degli Stati Uniti al di fuori dell'Antartide e termina con un lobo piedmontese sulla costa del Golfo dell'Alaska. Il Ghiacciaio Hubbard nella baia di Disenchantment è un altro sistema di grande scala, che termina con un fronte di calving nel mare di Yakutat, con una storia di avanzate e formazione di sbarramenti lacustri simile al Perito Moreno patagono.
La Costa di Glaciare dell'Alaska, che si estende da Kodiak a Glacier Bay, è la zona di maggiore concentrazione di ghiacciai piedmontesi e di grandi ghiacciai di calving al di fuori delle calotte polari. Il Parco Nazionale di Glacier Bay — dove i ghiacciai si sono ritirati di oltre 100 chilometri dall'inizio del XIX secolo, creando uno degli esempi più drammatici di rebound isostatico postglaciale sulla Terra — è accessibile in nave da Juneau e offre esperienze di visita glaciale di alto livello.
Perché i ghiacciai piedmontesi sono vulnerabili
La morfologia piatta e a bassa quota dei ghiacciai piedmontesi li rende particolarmente vulnerabili al riscaldamento. Il ghiaccio che si espande su pianure di pedemontana si trova a quote più basse rispetto ai ghiacciai di alta montagna e subisce temperature più elevate. I margini del lobo, dove il ghiaccio è sottile, sono le prime zone a perdere massa. Man mano che il lobo si assottiglia e si ritira, il sistema si riduce verso la zona di alimentazione montana.
Il Malaspina ha perso area e volume significativi nel corso del XX e XXI secolo. La ritirata dei margini del lobo è documentata dalle serie fotografiche aeree e satellitari, e le misurazioni di spessore mostrano un assottigliamento pronunciato nella parte meridionale. Il ritiro è destinato a continuare man mano che il riscaldamento dell'Alaska — che ha tassi di aumento della temperatura tra i più alti del Nord America — si intensifica.
Scopri il Ghiacciaio Malaspina e gli altri ghiacciai piedmontesi del mondo sulla mappa per visualizzare questa rara morfologia glaciale nelle poche regioni dove si sviluppa ancora oggi.