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Alluvioni da Svuotamento di Laghi Glaciali: Cause e Prevenzione

Nelle valli ai piedi dei grandi sistemi glaciali dell'Himalaya, del Karakoram, delle Ande e delle Alpi, le comunità locali convivono con un rischio idrologico specifico e devastante: le alluvioni da svuotamento di laghi glaciali, note con l'acronimo inglese GLOF (Glacial Lake Outburst Flood). Questi eventi possono rilasciare milioni di metri cubi d'acqua nel giro di poche ore, con onde di piena che raggiungono velocità e portate enormi, devastando villaggi, infrastrutture e terreni agricoli a decine o centinaia di chilometri di distanza.

Con il riscaldamento climatico in corso, i laghi glaciali si stanno formando e crescendo più rapidamente che in passato. La deglaciazione libera cavità nelle morene e ai piedi dei fronti glaciali che si riempiono d'acqua; le dighe di ghiaccio che confinano bacini subglaciali e proglaciali diventano instabili man mano che il ghiaccio si assottiglia e si frammenta. Il numero di GLOF documentati globalmente è aumentato nel corso del Novecento, e le proiezioni per le prossime decadi indicano un'ulteriore intensificazione del rischio.

Meccanismi di Formazione e Cedimento

Un lago glaciale può formarsi in diversi modi. I laghi proglaciali si formano davanti al fronte del ghiacciaio, confinati da una diga di morena frontale. I laghi sopraglaciali si formano sulla superficie del ghiacciaio, nelle depressioni create dalla fusione differenziale. I laghi subglaciali si trovano sotto il ghiaccio, a contatto con il letto glaciale.

Il cedimento di una diga di morena è il meccanismo più comune di GLOF nelle regioni himalayane. Le morene frontali sono composte da materiale sciolto non cementato — ghiaia, sabbia e blocchi — che diventa instabile quando l'acqua del lago lo satura. La pioggia intensa, una valanga o un iceberg che cade nel lago possono generare onde che superano la diga e ne innescano l'erosione progressiva; una volta che l'acqua comincia a sgorgare sulla sommità della diga, l'erosione si autoalimenta, allargando rapidamente il canale di sfogo.

Il cedimento di dighe di ghiaccio avviene quando un canale di drenaggio subglaciale improvvisamente si apre — fenomeno chiamato jokulhlaup — o quando il ghiaccio che funge da barriera si assottiglia al punto da cedere sotto la pressione idrostatica del lago. Questi eventi sono tipici dei bacini supraglaciali e dei laghi ai piedi dei fronti glaciali.

I GLOF dell'Himalaya: Casi Storici

Il GLOF del lago Dig Tsho in Nepal del 1985 è uno dei casi meglio documentati. Il cedimento della diga di morena del lago Dig Tsho, nel bacino dell'Imja Khola tributario del Dudh Kosi, rilasciò una massa enorme d'acqua che scese verso valle distruggendo una centrale idroelettrica in costruzione, uccidendo cinque persone e causando danni ingenti nelle pianure sottostanti. La devastazione si estese per oltre 90 chilometri a valle lungo il corso del Dudh Kosi.

In Pakistan, il ghiacciaio Shishper nel Hunza ha causato diversi GLOF tra il 2019 e il 2021. Il lago che si forma periodicamente quando il ghiacciaio avanza e sbarra un affluente del fiume Hunza si svuota ogni volta che il canale subglaciale si riapre, provocando onde di piena nel fiume Hunza che hanno danneggiato l'autostrada del Karakoram e infrastrutture nei villaggi a valle.

Il GLOF della Val Formazza (Lago Castel) sulle Alpi italiane nel 1978 causò danni significativi nella valle sottostante, dimostrando che questo rischio non è confinato alle regioni in via di sviluppo ma riguarda anche le aree montane europee.

Sistemi di Allerta Precoce

Il monitoraggio dei laghi glaciali a rischio e lo sviluppo di sistemi di allerta precoce sono i principali strumenti di riduzione del rischio GLOF. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e diverse organizzazioni internazionali hanno finanziato programmi di monitoraggio nell'Hindu Kush-Himalaya.

I sistemi di monitoraggio moderni includono sensori di livello dell'acqua nel lago, stazioni meteorologiche che misurano le precipitazioni e le temperature a monte, radar per il rilevamento del livello del ghiaccio, e telecamere automatiche per il monitoraggio visivo del fronte del ghiacciaio e della diga. I dati vengono trasmessi in tempo reale alle stazioni di allerta che possono emettere avvisi alle comunità a valle.

In Nepal, il sistema GLOF Early Warning System (GLOF-EWS) sviluppato in collaborazione tra il governo nepalese, il ICIMOD e agenzie internazionali ha installato stazioni di monitoraggio su decine di laghi ad alto rischio nelle valli dell'Himalaya nepalese. I sensori rilevano i cambiamenti del livello del lago e trasmettono allarmi automatici via radio alle autorità locali.

Interventi Tecnici per la Riduzione del Rischio

Oltre al monitoraggio, esistono interventi tecnici diretti per ridurre il rischio GLOF. Il più comune è lo scarico controllato del lago: si installa una pompa o si scava un canale di drenaggio per abbassare il livello dell'acqua mantenendolo al di sotto della soglia di sicurezza. Questo approccio è stato utilizzato con successo su diversi laghi in Nepal e Pakistan.

Al Lago Imja, il più grande lago glaciale del Nepal con una superficie crescente, un progetto finanziato dall'UNDP ha installato un sistema di scarico controllato che ha abbassato il livello del lago di circa 3,4 metri, riducendo significativamente il rischio di GLOF. L'intervento ha richiesto diversi anni di lavoro ad alta quota con il contributo di lavoratori locali.

In alcune situazioni, il drenaggio controllato è integrato con il consolidamento della diga di morena: iniezioni di materiale cementante nelle zone di debolezza e installazione di geosintetici rinforzano la struttura della diga e ne aumentano la resistenza all'erosione.

Il Contesto delle Ande e delle Alpi

I GLOF non si limitano all'Asia. Nelle Ande peruviane e boliviane, i laghi glaciali nelle cordigliere del Blanco e del Vilcanota hanno causato alluvioni catastrofiche in passato. La città di Huaraz in Perù è stata distrutta nel 1941 da un GLOF del lago Palcacocha, con oltre tremila vittime. Oggi, il lago Palcacocha ha ricominciato a crescere per la deglaciazione del Nevado Palcaraju, e un sistema di monitoraggio e pompaggio permanente cerca di mantenere il livello sotto controllo.

Nelle Alpi, i GLOF storici sono documentati dal Medioevo, quando le variazioni dei ghiacciai alpini erano già causa di inondazioni nelle valli sottostanti. Il catastrofico GLOF della Valle di Saas nel 1633, causato dal svuotamento di un lago sotto il ghiacciaio del Ruinette, distrusse il villaggio di Randa in Vallese. Episodi simili si verificarono periodicamente nelle valli del Ghiacciaio del Gorner e del Ghiacciaio della Mer de Glace nel Seicento e Settecento.

Consulta la mappa dei ghiacciai per identificare le regioni ad alto rischio GLOF e capire la distribuzione geografica dei laghi glaciali nelle principali regioni glaciate del mondo.

Pianificazione Territoriale e Resilienza Comunitaria

La riduzione del rischio GLOF a lungo termine richiede anche una corretta pianificazione territoriale. Le comunità nelle valli a rischio devono mappare le aree di inondazione potenziale e restringere le costruzioni nelle zone di maggiore esposizione. Piani di evacuazione comunitari, con percorsi chiari e punti di ritrovo sicuri, devono essere preparati e praticati regolarmente.

In Nepal e Pakistan, programmi di sensibilizzazione condotti da ONG locali e internazionali hanno aiutato le comunità di montagna a comprendere i segnali precursori dei GLOF — aumento del livello del lago, comparsa di crepacci nella diga, rumori anomali sotto il ghiaccio — e a reagire tempestivamente allontanandosi dalla zona di pericolo prima che il cedimento sia completo.