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Massi Erratici e Striature Glaciali

Camminare su una superficie rocciosa levigata e solcata da linee parallele su un altopiano alpino, o imbattersi in un masso di granito rosa in mezzo a una pianura calcarea, sono esperienze che il paesaggio offre silenziosamente a chi sa leggerle. Striature e massi erratici sono due delle firme più dirette e leggibili che i ghiacciai lasciano sul paesaggio. Non richiedono strumenti speciali per essere osservati — basta sapere cosa cercare — e raccontano una storia dettagliata della direzione, dell'intensità e dell'estensione dei ghiacciai che hanno modellato la regione.

La glaciologia come scienza moderna deve molto allo studio di questi indicatori. Nel diciannovesimo secolo, geologi come Agassiz, Charpentier e Forbes interpretarono i massi erratici e le superfici striat come prove inequivocabili dell'estensione di antiche calotte di ghiaccio sull'Europa settentrionale, rovesciando le teorie alluvionali precedenti. Ancora oggi, la mappatura di erratici e striature è uno degli strumenti fondamentali della paleoglaciologia.

Come si Formano le Striature Glaciali

Le striature glaciali si formano quando i frammenti di roccia incastonati nella base di un ghiacciaio in movimento strisciando sulla roccia sottostante. Questo processo di abrasione è analogo a quello di carta vetrata su legno, ma su scala enormemente maggiore e con forze di compressione enormi esercitate dal peso del ghiaccio.

I frammenti rocciosi trascinati dal ghiaccio producono solchi paralleli nella direzione del flusso. La durezza relativa del frammento e della roccia di letto determina chi viene abraso: frammenti di roccia più dura strisciando su rocce più tenere producono striature profonde e nette; frammenti di roccia simile a quella di letto producono striature meno marcate. Il quarzo, uno dei minerali più duri, tende a produrre striature nette su quasi tutti i tipi di rocce.

Le striature sono sempre orientate nella direzione del flusso glaciale al momento della loro formazione. In una singola superficie rocciosa possono essere presenti striature di epoche diverse e orientate in direzioni leggermente diverse, corrispondenti a variazioni nella direzione del flusso durante eventi glaciali diversi.

Leggere le Striature: Direzione e Polirif

La direzione delle striature indica direttamente la direzione del flusso glaciale. Nelle pianure del nord Europa, le striature sono orientate verso sudovest, indicando il flusso dei ghiacciai scandinavi verso quella direzione durante l'Ultima Glaciazione. Nelle valli alpine, le striature seguono la direzione delle valli, indicando il flusso dei ghiacciai locali verso le pianure padane o verso gli altopiani svizzeri.

Un indicatore complementare alle striature è il polirif — letteralmente "pecora di roccia" dal francese roches moutonnées. Sono forme rocciose asimmetriche con il lato rivolto verso l'origine del flusso levigato dall'abrasione e il lato opposto, sottovento, scabro per l'azione del plucking. Questa asimmetria permette di distinguere la direzione del flusso glaciale anche quando le striature sono meno evidenti.

I polirif si trovano ovunque siano stati esposti ghiacciai di tipo temperato sul substrato roccioso. In Svezia e in Norvegia, i polirif sono così comuni nelle superfici rocciose esposte che il paesaggio ha assunto il nome locale di "fjällmark" per indicare le distese di roccia levigata e arrotondata. Nella Valle d'Aosta e in Piemonte, i polirif sono visibili sulle superfici cristalline esposte dai ghiacciai dell'ultima glaciazione.

Massi Erratici: Pietre Straniere

Un masso erratico è un frammento di roccia che il ghiaccio ha trasportato lontano dalla sua area di origine e depositato su un substrato geologicamente diverso. L'identificazione di un erratico si basa sulla differenza litologica: una roccia di composizione e struttura diversa da tutto ciò che si trova nelle vicinanze, in posizione non spiegabile dai processi di erosione e trasporto locali.

Gli erratici possono essere di dimensioni molto variabili, dai ciottoli di pochi centimetri ai massi di migliaia di tonnellate. Il Big Rock — il Quarry Rock — a Okotoks in Alberta, Canada, è un blocco erratico di quarzite rosso-bruno proveniente dall'area di Jasper nelle Montagne Rocciose, trasportato dal ghiaccio per oltre 300 chilometri durante l'Ultima Glaciazione. Ha un peso stimato di circa 16.500 tonnellate ed è considerato uno dei massi erratici più grandi del mondo.

Tracciare i Percorsi del Ghiaccio

I massi erratici sono strumenti preziosi per ricostruire i percorsi dei ghiacciai antichi. Se l'area di provenienza di un erratico è identificabile — spesso grazie a caratteristiche litologiche uniche di una singola area sorgente — il percorso del ghiacciaio che lo ha trasportato può essere ricostruito collegando la sorgente al sito di deposizione.

In Scandinavia, il trasporto di rocce granitiche dalle isole costiere norvegesi e svedesi verso le pianure continentali ha permesso di tracciare le traiettorie dei ghiacciai scandinavi durante diverse fasi glaciali. In Finlandia, le lineazioni di massi erratici provenienti da isole dell'arcipelago costiero finlandese documentano direzioni di flusso precise dei ghiacciai del tardo Pleistocene.

Nelle Alpi, i blocchi erratici di granito del Monte Bianco si trovano a centinaia di chilometri di distanza, depositi sull'Altopiano Svizzero e sui rilievi del Giura. Il Granit du Mont Blanc, riconoscibile dalla sua composizione mineralogica specifica, è stato trovato fino a Lione in Francia e fino alle colline del Canton Ginevra.

Erratici Famosi

Il Pierre Grosse a Monthey nel Vallese svizzero è un masso di circa 2.000 metri cubi di materiale, proveniente dal Massiccio degli Aiguilles Rouges e trasportato a decine di chilometri di distanza dal ghiacciaio del Rodano. Il Findlinge (massi erratici) della pianura della Germania settentrionale — alcuni dei quali visibili presso Berlino e Amburgo — provengono dalla Scandinavia e dalla Finlandia e sono stati usati per secoli come indicatori dell'estensione massima dei ghiacciai scandinavi.

In Italia, il Masso Giulio nel Parco Nazionale dello Stelvio in Lombardia è un blocco erratico di dimensioni notevoli, identificabile come originario di una litologia diversa dal substrato locale, trasportato dal ghiacciaio durante l'Ultima Glaciazione.

Collegandosi alla mappa dei ghiacciai è possibile esplorare le regioni dove erratici e striature sono più diffusi e pianificare visite ai paesaggi glaciali attuali e fossili di tutto il mondo.

La Pietra di Rosetta della Glaciologia

In alcuni luoghi, striature glaciali di epoche diverse si sovrappongono sulla stessa superficie rocciosa, formando una sorta di palinsesto che registra le variazioni di direzione del flusso glaciale nel tempo. Interpretare questo palinsesto — identificare quale serie di striature è più antica e quale più recente, e collegare ogni set di striature a un evento glaciale specifico — è una delle sfide più affascinanti della paleoglaciologia.

Nelle regioni scandinave, dove le superfici rocciose sono state esposte più volte durante cicli di glaciazione e deglaciazione, i set multipli di striature documentano le variazioni della geometria della calotta scandinava nelle diverse fasi glaciali del Quaternario. Questo lavoro di lettura dettagliata del substrato roccioso ha contribuito enormemente alla ricostruzione della storia glaciale dell'Europa settentrionale.

Il paesaggio è un archivio aperto. Striature e massi erratici lo popolano in silenzio, in attesa che qualcuno si fermi a leggerli.